domenica 15 marzo 2015

Una nuova avventura #3

A trentaquattro ricomincio di nuovo.
Che alla fine non è male, soprattutto quando hai visto che la strada scelta tanti anni fa ti stava portando lontana da quello che invece saresti voluta essere.

Che in dieci anni si cambia e i desideri mutano, e le  necessità non sono più quelle di una volta.
Bisogna essere flessibili, e non parlo solo di mercato del lavoro.
Flessibili ed indulgenti con sè, come lo siamo con quelli che ci circondano e a cui cerchiamo di non far pesare le loro irritazioni e i loro piccoli errori.

La chisura dell'anno scorso è stata di una complicatezza orribile. Ho rinunciato ad una parte dei miei sogni per poterne inseguire un'altra. E' costato molto, in termini economici, in termini umani.
Mi ha fatto male.

Ma ora è finita, e questo è quanto.
Certo, guardarsi indietro è triste.
Ma non è tempo di recriminazioni, perché scegliere si deve e l'importante non è scegliere giusto o sbagliato; l'importante è farlo, e prendersi le proprie responsabilità.
Io ne ho molte, le ho scritte tutte su un foglio, le ho lette a voce alta, una per una per mesi.
Tutti i miei errori, sul tavolo.
Poi mi sono perdonata.

E ora ho il resto della mia vita davanti. Mi aspettano altrettanti errori, e altrettante cose belle.
Ed è questo il bello perché gli errori li trasformo in esperienza, le cose belle le raggruppo in una scatola e diventano tutti fattori positivi da portar con sè.

E nel frattempo ho riniziato a leggere tanto come prima e con gioia. E nel frattempo ho cambiato strada e ho scalato un po' marcia.

L'architettura è e sarà sempre il mio sogno, la mia passione e la mia vita.
Per ora però, mi concedo di fare altro e imparare qualcosa di nuovo, godermi la mia vita ora e qui. Voler bene alle persone che mi sono state vicine, dimenticare tutto il resto.






giovedì 5 febbraio 2015

Please please please

So for once in my life
Let me get what I want
Lord knows, it would be the first time
(The Smiths, 1984)


Ho un sogno piccolo. Ed è a tanto così. Devo solo allungare una mano, e sperare che vada tutto bene.
Sapendo che ho fatto del mio meglio, che ho dato il massimo e che altro, per ora, non posso fare.
E' arrivato il momento di riposarsi, di rilassarsi, di spegnere il computer e i pensieri, concentrarsi solo sul positivo che c'è e su quello che arriverà. Aprire un libro, farsi coccolare dalle parole. Far sparire il male che c'è stato, dimenticarlo.

Cambiare vita, che vuol dire anche solo, cambiare lo schema in cui mi sono auto-imprigionata.
Pensare per me, anche se a volte fa più male che mettersi in disparte facendo passare tutti gli altri prima. Prendere quello che voglio.

Soprattutto: non vergognarmi del mio piccolo sogno. Non nasconderlo, ma urlarlo a chiare lettere.
A volte sono proprio i sogni piccoli ad essere i più grandi, i più irrealizzabili.

Io voglio una casa e una famiglia mia.
Ecco l'ho detto, e ora posso andare  a sognare positiva.

Happy knitting

Ciami

lunedì 2 febbraio 2015

Lupoulula (knit version)

Ultimamente pare non riuscirmi nulla, a parte sferruzzare (sono riuscita a bruciare pure i pop corn col microonde, tanto per dire).
E' comico se pensate che da qualche mese a questa parte invece non riuscivo nemmeno a fare quello.
In fondo sto iniziando a migliorare, e direi che va bene, va bene così.

Non ho sferruzzato tanto come ai bei vecchi tempi, ma sono soddisfatta.
Ogni tanto prendo in mano i ferri e mi ricordo il perché ho iniziato, mi ritornano in mente quelle dolci ore nella vecchia casa con un unico pensiero in testa e come compagnia soltanto una teiera di te fumante e della buona musica.
Sembra passato un secolo da allora; forse un secolo è passato davvero.

Ieri D. ha consegnato a suo nipote il regalo di Natale (si, certo. E' febbraio. Ma tanto a 10 mesi, il Nattale è relativo no? E comunque fa più freddo ora ;)), frutto delle mie fatiche di questi mesi (oltre a cercare lavoro, che è un lavoro anche quello sapete?).

Eccululà!




Foxy & Wolfie
by Ekaterina Blanchard



E' stato un lavoro di squadra.
D. mi ha comprato la lana (Big Merinos di Lanar), io ho comprato lo schema e l'ho lavorato, D ha comprato gli occhi, io li ho attaccati, D. mi ha disegnato lo schema delle zampe, e io l'ho lavorato a guantini.
E finalmente eccolo qui in tutto il suo splendore. Sono super soddisfatta dello schema. E' abbastanza semplice da seguire (anche se ho dovuto disfare un paio di volte per un po' di disattenzione mia), ma si imparano un sacco di nuove cose:

German Twisted Cast-on, che ho imparato seguendo questo video di Yards of Yarn (Mici mi manchi!)
Shadows short row grazie a questo tutorial su youtube.
Three Needle Bind Off, sempre grazie ad un tutorial su youtube, questo.
Non posso che dirmi soddisfatta :)

Happy knitting!
Ciami


domenica 18 gennaio 2015

Volevo solo una cassettiera

In questo 2015 il mio obiettivo è riprendere piano piano in mano la mia vita, che è crollata, letteralmente, alla fine del 2014.
Niente di grave, sia chiaro. Nessun problema di salute, nessun lutto.
Solo distacchi spaventosi. E il fallimento del mio piccolo grande sogno, che cullavo con amore da quando ero in università, circa dieci undici anni di amore.

Da quando ho iniziato a lavorare come architetto (correva l'anno 2005), l'unica cosa che ho sempre voluto, e non ho mai avuto, in ufficio era una cassettiera. Una di quelle sotto la scrivania, con tre cassetti (due piccoli e uno più grande), dove mettere le grafette, le penne, l'agenda, la cucitrice, i pantoni, le squadre, i biscotti, i sogni, le speranze.

Non so perché ma questo piccolo grande sogno, non si è mai avverato. Nemmeno quando l'ufficio era mio e sarebbe bastato andare all'Ikea per esaudirlo. Ho sempre pensato che prima o poi l'avrei fatto e, come sempre, quel momento alla fine non è mai arrivato.

E quindi eccomi qui, ferma in cerca di una strada da seguire, a promettermi di arrivare a realizzarlo questo sogno. Non è poi nemmeno così difficile. Una cassettiera tutta nuova, tutta mia.
Dove metterci tutti quei sogni che nel frattempo sono cambiati.

Pensate un pochino a me domani, o viandanti che ancora vi ostinate a passare da queste lande quasi abbandonate.
Avrò bisogno di tanta energia positiva.

Happy knitting
Ciami



giovedì 31 luglio 2014

Una nuova avventura #2

Cambiare non è facile.
Essere costretti al cambiamento è ancora più provante, ma è la vita.
E chissà poi che non tutti i mali vengano per nuocere. Forse così era scritto, ed è solo arrivato il momento.
Oppure forse siamo governati dal caos, e al caos bisogna sottostare.

In ogni caso ormai domani sarà già agosto, io sarò in ferie e al resto penso di poterci pensare con calma a settembre, quando inizierà il nuovo anno (passano gli anni e io ragiono sempre a periodi scolastici :).




Passerò l'agosto con D., Silver, una pila di libri da leggere e uno scatolone di lana da sferruzzare.
E poi non ditemi che non sono una ragazza fortunata.

Happy knitting.
Ciami

venerdì 11 luglio 2014

Paris is always a good idea

A poco più di un mese dalla mia partenza sono alla ricerca di angoli di Parigi ancora da esplorare.
 
Se passate di qui e vorrete regalarmi qualcosa di imperdibile da fare lasciatemi un commento.
Mi farete felice!

the used book café (via designboom)

Io per ora mi sto facendo una mappa pinterest di tutto quello che non vorrei perdermi.
Aspetto, leggo, guardo, sogno e sono felice così.

Buon venerdì di luglio.
Happy knitting.
Ciami